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Promontorio di Portofino

Testa del Leone

Testa del Leone - Vivi un'esperienza unica....
Questa immersione, che prende il nome dalla caratteristica forma a testa di leone della roccia che si incontra arrivando con la barca, è una delle pareti più ricche di vita di tutto il promontorio. La profondità è compresa tra i 20 e i 35 mt e possiamo ammirare, per tutta la sua lunghezza, grandi quantità di gorgonia rossa (Paramuricea clavata) e corallo rosso (Corallium rubrum).
È facile incontrare anche aragoste, gronghi e murene che fanno capolino dai numerosi anfratti presenti nella roccia. Ogni tanto ricordiamoci di guardare nel blu per ammirare gli immancabili dentici. Proseguiamo alla scoperta della parete per circa 100 mt fino ad arrivare ad un angolo di 90 ° nella stessa.  Solitamente, arrivati a questo punto, si comincia il  ritorno che avverrà a una quota superiore. All profondità di 8 mt incontriamo una ampia grotta nella quale vi è una sorgente di acqua dolce che crea un aloclino molto suggestivo. Ritornando verso la boa è molto interessante  la visita della  franata al termine della parete. Qui, di fronte a una scenografica cavità formata da due grandi massi e completamente ricoperta di madreporari solitari  (Leptopsammia pruvoti), stazionano durante la stagione estiva molte cernie anche di notevoli dimensioni, che facilmente si possono avvicinare per la gioia di fotografi e videoperatori. Terminiamo l'immersione su questa franata molto ricca di pesce di ogni genere.

Punta dell'Indiano

Punta dell'Indiano - Vivi un'esperienza unica....
L'immersione si svolge lungo la parete che si sviluppa tra i 25 e i 45 m, sormontata da un pianoro completamente ricoperto da una prateria di posidonia.
Le profondità riguardevoli e la posizione della boa su un fondale di 18 m, un po' lontana dalla falesia sommersa da visitare, richiedono una buona confidenza con le discese nel blu e consumi limitati.
Il basamento della boa di superficie giace su un fondale detritico in moderata pendenza verso il centro della baia di S. Fruttuoso: è proprio Il declivio l'unico riferimento iniziale che ci permette dopo alcuni minuti di raggiungere la base della parete.
Il substrato sembra privo di particolari attrattive, in realtà è facile imbattersi in solitari esemplari di gorgonia bianca (Eunicella verrucosa ed E. singularis). Il colore di queste gorgonie - la prima più ramificata, la seconda con l'aspetto di un sottile candelabro - è conferito da alghe microscopiche (zooxantelle) che vivono in simbiosi con i polipi delle eunicelle.
Raggiunta finalmente la parete, a una profondità di circa 40 metri, possiamo incominciare a curiosare tra le profonde spaccature rocciose, ricche di corallo (Corallum Rubrium) e incorniciate da imponenti gorgonie rosse (Paramuricea Clavata). Murene, scorfani, gronghi, aragoste e nudibranchi sono i caratteristici abitanti della parete.
I tempi d'immersione c'impongono di risalire a quote inferiori. Raggiungiamo il ciglio della parete risalendo lungo un canalone.
Sui 25 m di profondità l'ambiente è già completamente cambiato: rigogliose fronde di posidonia tappezzano il nuovo fondale che sale più o meno dolcemente fino ai 20 m. In condizioni di buona visibilità, possiamo apprezzare dalla cigliata lo spettacolo emozionante del blu sottostante, mentre grossi branchi di saraghi, castagnole brune e dentici si aggirano nei paraggi.
Intorno ai 18 m, la prateria di posidonia lascia il posto a una vegetazione meno nobile, costituita principalmente da alghe verdi, tra cui la Codium bursa che, per la sua tipica forma sferoidale e un po' depressa, può essere facilmente confusa con una spugna.
Avviandoci sulla via del ritorno, possiamo trascorrere gli ultimi minuti di immersione tra i numerosi macigni che si trovano tra i 10 e i 15 m.
Nel caso di scarsa visibilità, se non si riesce a ritornare sulla boa, possiamo terminare l'immersione all'interno della piccola baia. Una volta risaliti in superficie, ci attende soltanto una breve nuotata per raggiungere l'imbarcazione.

Dragone

Dragone - Vivi un'esperienza unica....
Il Dragone è una delle immersioni più varie per quanto riguarda gli ambienti che si possono visitare: si passa dalle pareti ricche di corallo (Corallum Rubrium) e gorgonie (Paramuricea Clavata), a tetti sospesi, per poi arrivare a nuotare intorno a grossi blocchi di rocce che presentano un intricato susseguirsi di canali e passaggi.
La conformazione delle pareti, che scendono in verticale fino sul fondo e la profondità variabile tra i 25 e i 40 metri e oltre, rendono questa immersione di livello medio-difficile.
Per la discesa abbiamo due possibilità: una è quella di scendere lungo la catena della boa di ormeggio, ma essendo il basamento appoggiato su di un fondale di circa 30 metri qualcuno potrebbe sentirsi a disagio e quindi scegliere di incominciare l'immersione scendendo lungo la parete laddove la costa segna una piccola rientranza.
Scendendo lungo la catena arriviamo su un fondo misto di rocce sparse e fondale detritico;  senza perdere tempo ci dirigiamo verso la parete e, tenendola sulla nostra sinistra, incominciamo l'esplorazione degli innumerevoli anfratti e buchi dove possiamo scorgere aragoste, murene e innumerevoli rametti di corallo.
Arrivati quasi alla punta che delimita la baia del dragone possiamo abbandonare momentaneamente la parete per scendere ulteriormente verso destra. Qui possiamo visitare i blocchi sparsi su di un fondale di 40 m ricoperti di gorgonie rosse. Ci fermiamo il tempo necessario per rimanere entro i limiti di non decompressione e poi risaliamo nuovamente in vicinanza della parete e ci dirigiamo oltre la punta dove potremmo incontrare un dedalo di rocce che fornisce ospitalità a grossi esemplari di cernie e dove i dentici possono andare alla ricerca delle loro prede. Qui ci si può sbizzarrire sui percorsi da scegliere e risalendo fino alla profondità di 15-18 metri possiamo incominciare il nostro ritorno. Incontriamo ben presto la parete e tenendola sulla nostra destra ricominciamo a curiosare tra le rientranze finché non ci appare sulla destra un vasto e ricchissimo tetto che si estende in diagonale fino ad una quota di 9 m circa. Facendo attenzione all'assetto e alle nostre bolle che vanno a intrappolarsi nelle pieghe del soffitto ricoperto di margherite di mare (Parazoantus), potremo fare visita alle cerniotte o alle mustelle che spesso si rintanano nelle spaccature sottostanti. Ricominciando la nostra pinneggiata arriviamo a un grande masso squadrato che fa da riferimento per tornare alla boa di ormeggio. Aria permettendo, possiamo proseguire ancora lungo la parete oppure dirigerci verso il largo fino alla imbarcazione.

Cristo degli Abissi

Cristo degli Abissi - Vivi un'esperienza unica....

 

 

 
Posata nelle acque del borgo di San Fruttuoso nel 1954 per volere della famiglia Costa e in seguito dedicata alla memoria di Duilio Marcante, pioniere delle didattiche subacquee, la statua del Cristo degli Abissi diventata un simbolo per tutti i subacquei e una delle immersioni più famose. Iniziamo la discesa all'interno della baietta che accoglie la statua, realizzata in bronzo con la fusione di medaglie al valore militare di marinai, ancore di navi ed altri reperti gloriosi di persone che hanno dedicato la loro vita al mare. Mantenendo la statua a destra, ci dirigiamo a sinistra in direzione della parete. Seguendo quest'ultima, alla profondità di circa -30 metri incontriamo una profonda spaccatura alta e ricca di corallo rosso, rifugio di aragoste. La parete prosegue fino a che inizia una zona di grossi massi ricca di volte ricoperte di margherite di mare e di passaggi suggestivi. Risalendo, terminati i massi intorno ai -12 metri troviamo una zona di posidonie al di sopra della parete e subito dopo una sella ricca di spaccature. Passata questa sella, che offre tane per murene e polpi, poche pinneggiate ci separano dal fascino leggendario del Cristo degli Abissi. Qui possiamo fermarci a contemplare la statua e ammirare i suggestivi giochi creati dalla luce del sole.


Difficoltà: facile. Fondale: scogli

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